Il Direttore di Hotel ha ancora appeal sulla Proprietà?

ARTICOLO PUBBLICATO SU HOTEL MANAGERS - AUTUNNO 2021

 

Sono entrato nel mondo del Turismo nel 1997 e da allora ho avuto occasione di confrontarmi direttamente con una ventina di Hotel sparsi in tutta Italia.

Quanti Direttori ho incontrato sulla mia strada da collaboratore? 3

Quanti mi hanno lasciato “il segno”? 1

 

Ma non avrei dovuto confrontarmi con una ventina di Direttori?

Sembra proprio di No.

Il perché l’ho capito strada facendo.

 

La stragrande maggioranza di Hotel in Italia sono di medie dimensioni (fino a 50 camere per intenderci) e la maggior parte di loro sono a gestione familiare.

Il Pater Familias è il Ceo, il Manager, l’Analista, il Capo Ricevimento e il Manutentore: tutto racchiuso in un'unica persona. Perché mai dovrebbe aver bisogno di un Direttore?

 

Effettivamente i conti devono quadrare… e la presenza di un Direttore (a loro dire) aggiungerebbe costi (e mai nuovo Business) alla loro realtà.

 

Se da un lato un Direttore è un crogiuolo di conoscenze trasversali (dal Finanziario, al Logistico, al Tecnico, passando per il Marketing, il Revenue, l’Organizzazione Aziendale, la Gestione del Personale, …), dall’altro paga lo scotto che tutta questa “Scientia” non viene apprezzata e soprattutto richiesta dal Mercato: c’è il Pater Familias al suo posto.

 

Gli Hotel in Italia che cercano un Direttore li possiamo suddividere in 2 gruppi:

 

  • O sono di grandi dimensioni (oltre le 50 camere)
  • O la Proprietà non è presente in Hotel perché si occupa di altro

 

In questi 2 casi, tutte le competenze del General Manager sono necessarie alla buona Gestione della Struttura e il Direttore lo si vede come un elemento indispensabile (meglio definirlo come male necessario) del Business Plan.

Peccato che in Italia queste strutture ammontano al circa 7% del totale.

Il 93% restante non richiede la presenza di tale Ruolo nel proprio organico.

Perché?

Una mera questione di soldi? Anche No!

Da 20 anni a questa parte ogni Struttura Turistica dai Bed&Breakfast agli Hotel si avvalgono di “Consulenti” da cui cercano di carpire i segreti dell’Accoglienza e della Vendita.

 

Avvalersi di un Consulente è molto più facile di affidarsi ad un Direttore.

 

Un Consulente ha una partita IVA o fa parte di una Società: lo carico e lo scarico in un millisecondo… e senza avere a che fare con i Sindacati.

Un Consulente non pretende Ferie, Permessi e non si Ammala mai!

 

Alle Fiere quanti Consulenti ci sono? E quanti Direttori?

Il rapporto potrebbe essere di 1 a 200: per ogni Direttore, ci sono 200 “Consulenti”.

 

Tralasciando la qualità del lavoro svolto, tutti questi Consulenti in un modo o nell’altro lavorano e hanno un costo per le Strutture che seguono.

 

Allora mi rifaccio ad un Sillogismo Aristotelico:

 

Se ci sono cosi tanti Consulenti, vuol dire che c’è un Mercato che li ricerca;

Se c’è il Mercato, ovvero gli Hotel che li ricercano, significa che c’è una esigenza di “aiuto gestionale” da soddisfare;

Se c’è l’Esigenza di avere chi guidi l’Azienda, si ha bisogno di un Direttore;

 

Ma allora perché un Direttore non è appetibile per

il Mercato delle Strutture Ricettive???

 

Il mio punto di vista si rifà alle dinamiche economiche da un lato e psicologiche dall’altro.

L’Albergatore che fa parte del 93% del Mercato (quello con struttura media fino a 50 camere), ha giustamente una paura folle dei Costi Aziendali. La sua Azienda deve costare poco per fare in modo di arrivare ad un pareggio a fine anno.

Quindi la diffidenza è la prima leva quando parte alla ricerca del Candidato. Prima di tutto vuole “sicurezza” quando si rifà al Manager: ovvero Sicurezza che il Manager non gli rubi i soldi senza far nulla.

 

E allora diamogliela questa sicurezza:

Personalmente l’ho tradotta e declinata in una condivisione del rischio aziendale.

Ciò significa che se le azioni del Manager sono buone e portano risultati soddisfacenti, allora viene retribuito (bene), in alternativa se le azioni indicate e perseguite dal Manager sono sostanzialmente mantenitive dello Status Quo, si guadagna un Salario entry level (poco).

Il tutto è fattibile sempre sotto CCNL: basta rifarsi ad un bravo Consulente del Lavoro.

 

A questo punto mi chiedo:

ma quanti Direttori sarebbero propensi a questa forma di Collaborazione?

 

Probabilmente da parte del Direttore d’Hotel si potrebbero avere problemi relativi a

  • conoscenza e aggiornamento professionale continuo
  • fuoriuscita dalla propria Comfort Zone
  • confronto con realtà sempre diverse: dalla montagna al mare passando per città d’arte
  • gestione del proprio tempo libero (che diminuisce esponenzialmente in confronto ad un contratto CCNL classico)
  • continua reattività nei confronti dei cambiamenti in ambito turistico (normalmente ogni 6 mesi cambiano le regole del gioco; poi con la Pandemia si sono ridotti a poche settimane)
  • paura del confronto con i più diversi Consulenti aziendali (Marketing, Revenue, Finanziario)
  • varie ed eventuali

 

Se il Mercato del Lavoro varia, se le Aziende ricercano figure più Smart … perché non cambiare il modo di interfacciarsi con le Aziende da parte dei Manager?

 

Sono certo che alla “Scientia” indicata all’inizio, il buon Direttore di Albergo deve aggiungere una nuova Skill: l’operatività su Multistruttura.

Il Direttore di oggi, lavora su più Strutture, è operativo in ognuna di esse, condivide i successi (e gli insuccessi) aziendali e si avvale di un contratto atipico con un fisso (basso) mensile + una parte (alta) variabile a seconda dei risultati.

 

Si lavora di più? Penso proprio di si!

 

Ma in questo caso il Mercato farebbe la propria cernita in modo Darwiniano senza attendere l’ormai insperato Albo Nazionale. La figura del Direttore d’Albergo si riprenderebbe il proprio Ruolo e in ultimo, ma non meno importante, si farebbe pulizia tra la miriade di Consulenti last minute che ad oggi affollano i corridoi delle Fiere e le aule virtuali delle più famose piattaforme di Riunioni Online.

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