Articolo destinato a tutti coloro che fanno Consulenza

A Short Story:

 

Oggi vi scrivo di Guglielmo e di Maddalena (storie vere con nomi di fantasia per non urtare nessun animo affaticato).

 

Guglielmo, quando ci siamo incontrati la prima volta, aveva la sua Azienda che era prossima alla chiusura: Lui si fidò di me e io mi accollai il suo Rischio d’Impresa. Si fa aiutare da 5 anni: non siamo più Imprenditore e Consulente. Oramai lavoriamo insieme: mi chiama di giorno (e a volte anche di notte), litighiamo, ceniamo insieme ogni volta che sono da lui (e che cene!!!), condividiamo i suoi successi e anche le disavventure che la Sua Azienda (come qualsiasi altra) vive durante la sua esistenza.

 

Maddalena mi ha contattato di recente per la prima volta, la sua Azienda stava proprio messa male sia per Struttura che per Collaboratori e ha deciso anche Lei di affidarsi a me per risorgere.

Purtroppo 2 accadimenti mi sono stati nemici fin dal primo momento:

  1. Maddalena era già stata aiutata in passato da un “consulente” con risultati molto negativi
  2. è arrivato il Corona Virus e Lei ha di colpo perso la spinta emozionale ad essere aiutata.

Mi sono prodigato affinché capisse l’importanza di non perdere quello che di buono abbiamo potuto fare in pochi mesi e, anche di malavoglia (non proprio convintissima), ha deciso di continuare l’assistenza.

 

Guglielmo dopo le prime settimane di assistenza, non ha mai messo più in dubbio la mia Buona Fede nel preoccuparmi della sua Azienda. Quando ci confrontiamo, lo facciamo avendo piena stima e rispetto entrambi: sappiamo che siamo persone affidabili. Ci fidiamo l’un dell’altro.

 

Maddalena, anche vedendo che ogni giorno mi interfaccio con la sua organizzazione e mi prodigo al fine di “farla stare in carreggiata”, ogni volta che mi contatta lo fa solo per mettere in dubbio qualsiasi azione io indichi di fare (anche se i suoi risultati economici ad oggi sono più che positivi): penso che lo stop generato nella sua mente dal Corona Virus, abbia minato la Fiducia verso di me, il senso generale di incertezza la porta a non aprirsi totalmente al cambiamento.

 

Nella mia esperienza un’Azienda rinasce quando:

 

  1. Per i primi 3-4 mesi si vive all’interno dell’Hotel per capire sia le problematiche operative dei vari reparti che rilevare l’Immobilismo Gestionale e risolvere il tutto (da lontano…dai loro uffici possono operare solo i Guru … io non lo so fare: devo stare con chi lavora, devo affiancare chi sta facendo un check-in o servendo un caffè…) e questo con Maddalena non l’ho potuto fare….
  2. Costruire una Strategia capace di massimizzare le vendite
  3. Affiancare ogni singolo Collaboratore tutti i giorni al fine di non farlo sbagliare nel suo Lavoro
  4. Monitorare che sia i “Cambiamenti Operativi e Gestionali” che la Strategia di vendita vengano perseguiti
  5. Avere Fiducia l’un dell’altro: Il Consulente dimostri quotidianamente il suo lavoro, l’Albergatore onori le parcelle entro i giusti termini

 

Chiedo aiuto a voi:

come far capire a Maddalena che per vedere risorgere completamente la sua Azienda e per riacquistare il Sorriso (e l’Utile), bisogna lavorare sodo e per almeno 12 mesi senza interruzioni?

 

Come agite aldilà dei tecnicismi?

Avete anche voi di questi problemi?

Gestite gli Umori dei vostri Clienti?

Ve ne sbattete alla grande?

 

 

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